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Quali sono i materiali utilizzati dagli odontotecnici per la realizzazione di protesi dentarie?

Molto spesso interfacciandoci con i dentisti è emersa la richiesta di aver maggior informazioni circa i materiali più idonei e innovativi per la costruzione del progetto protesico dei pazienti utilizzati all’interno del nostro Laboratorio Odontotecnico.


In questo articolo blog, infatti vogliamo raccontare quali sono i principali materiali utilizzati presso il nostro laboratorio così da fornire al dentista, una vasta gamma di soluzioni che possano accontentare l’idea del progetto protesico maturata da lui per il suo cliente. Negli ultimi anni la ricerca nell’ambito dei materiali dentari ha raggiunto un forte sviluppo.


Infatti, si è cercato di affiancare ai materiali tradizionali, una serie di alternative efficienti e migliori per il risultato finale.

Qual è l’obiettivo principale?

Semplice coniugare le performance elevate e la resa estetica senza dimenticare, per ovvi motivi, la biocompatibilità. Uno degli aspetti su cui si è maggiormente battuto il mercato è stato proprio quello legato all’impatto ambientale dei materiali utilizzato in ambito odontotecnico.

Un primo passo è stato fatto soprattutto per la scoperta di materiali biocompostabili e metal-free. A seguire una breve carrellata dei materiali maggiormente utilizzati presso il nostro laboratorio odontotecnico:


ZIRCONIA: È un materiale di altissima qualità e valore estetico, con un livello di lucidità molto alto. Viene utilizzato per protesi delle corone e ponti su impianti e su denti naturali come sostituzione protesica completa o come substrato a supporto del materiale di rivestimento estetico (ceramica). L’ossido di zirconia risponde in ambito fisico al mondo dei cristalli, esprime valori di forza notevole, ma è nella sua totale assenza di flessibilità che risiede il suo punto debole. Occorre quindi progettare dispositivi protesici con criteri costruttivi che mettano al riparo da insuccessi anche in casi in cui i pazienti presentano tendenza ad alcune parafunzioni tra cui il bruxismo. Va detto che la forza di adesione della ceramica a rivestimento estetico sintetizzata su sottostruttura in zirconio non è la migliore anche se comunque buona.
Tutto ciò si compensa meravigliosamente grazie al potere estetico dello zirconio che consente di creare le parti funzionali più sollecitate in zirconio stesso e ridurre al massimo la quantità di ceramica stratificata, limitandola alle aree di elevata valenza estetica.


CERAMICA: La ceramica stratificata a matrice vetrosa pur non avendo il miglior indice di rifrazione luminosa nel mondo dei materiali da rivestimento estetico, rimane comunque il GOLD STANDARD. Oltre un secolo di ricerche e sviluppo costante sulla struttura dentale hanno portato ingegneri e odontotecnici in sinergia a creare masse ceramiche che permettono di ottenere effetti mimetici di notevole livello interpretando nel delicato momento della stratificazione, le strutture interne dei denti naturali, conferendo ai manufatti estrema naturalezza. Stratificata su supporto metallico, in zirconia o disilicato di litio, la ceramica è il materiale più performante in ambito estetico, può esser utilizzata per realizzare faccette se cotta su monconi duplicati in materiale refrattario o foglio di platino. Estremamente stabile
nel tempo, non decolora, non cambia di aspetto e in pratica non è soggetta ad usura nel tempo.


DISILICATO DI LITIO: Come lo zirconio può esser utilizzato da solo (monolitico) o rivestito di ceramica per ottenere livelli di estetica importanti. È apparso nel nostro settore molto prima dello zirconio, ma con qualità ottiche superiori e inferiore durezza, proprio per questi motivi è bene utilizzarlo per ricostruzioni singole, in caso di ponti con elementi intermedi devono esser limitati in area anteriore. Presenta una caratteristica importante a suo vantaggio ovvero
che in virtù della sua matrice vetrosa può esser mordenzato se trattato con acido idrofluoridrico e questo lo rende idoneo alla cementazione adesiva e quindi ideale per le ricostruzioni parziali (intarsi) e faccette. Questa possibilità è ancora preclusa allo zirconio. Può esser utilizzato in caso di elementi singoli con tecnologia Cad/Cam oppure pressato in forni particolari previa modellizzazione e realizzazione del cilindro di pressata in materiale pretrattato con tecnica di fusione a cera persa.


FIBRE DI VETRO: Resistenza e biocompatibilità, ecco le caratteristiche principali di questo materiale. La fibra di vetro è un materiale ad elevata resistenza meccanica e resilienza che si utilizza per ottenere prestazioni superiori a quelle offerte dal vetro. La fibra di vetro, grazie alla sua conformazione, è considerata un materiale ideale sia per singoli elementi, che per strutture intermedie ed anche per intere arcate. La sua elevata resilienza permette l’assorbimento di stress e riduce la trasmissione di forze, ammortizzando i carichi masticatori. Questa condizione favorisce le protesi implantari. L’elevata resistenza, infatti, permette di ridurre la trasmissione di forze alle strutture. La fibra di vetro trova la sua applicazione primaria come sostegno di rinforzo per corone provvisorie a lunga durata, per Toronto Bridge
o per Maryland e ponti su intarsi. Può esser rivestita di resina o composito ripristinando l’estetica bianca (denti) e rosa (parte ortopedica di Toronto)


COMPOSITI MICRORIEMPITI CON PARTI IN CERAMICA: I compositi sono costituiti da una resina fluida e da un riempitivo solido. La resina è costituita da un insieme di monomeri (i monomeri sono molecole). Il riempitivo solido è costituito da particelle di ceramica. La quantità di riempitivo rispetto alla quantità di resina è definita percentuale di carica. La “quantità” a cui si fa riferimento è il volume di riempitivo e di resina. Una percentuale di carica del 80% in volume indica che la quantità di riempitivo mescolata alla resina è pari al 80% del volume occupato dalla sola resina. Hanno il miglior indice di rifrazione luminoso e questo dona ai compositi capacità camaleontiche notevoli. Utilizzato in clinica in modo diretto grazie alle sue capacità di adesione. In laboratorio esalta la sua efficacia di unione con la fibra di vetro e molto meno sul metallo.

NYLON CON GANCI ESTETICI: Il Nylon (Poliammide) è un polimero sintetico inventato nel 1935 da Wallace Hume Carothers nei laboratori Du Pont. Questo materiale viene utilizzato per la protesi mobile in sostituzione della resina acrilica rosa che costituisce il palato e le flange della stessa. Utilizzando il Nylon si costruiscono delle protesi flessibili, ottime per il comfort e la leggerezza che donano al paziente. Vengono utilizzate anche per sostituire i tradizionali ganci
metallici dando vita così ad una protesi assolutamente invisibile. Dal 1935 ad oggi, il nylon utilizzato in campo odontotecnico, ha assunto caratteristiche notevolmente migliori, come un ridotto assorbimento di liquidi, disponibilità di diversi moduli elastici e colori. Non si lega volentieri con nessun materiale, nemmeno con sé stesso. Se occorre modificare il dispositivo per aggiungere materiale (esempio ribasatura) conviene rifar tutta la parte in nylon con
un’unica iniezione come fu fatto all’origine.

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